Il grido
Da MarginaliaWiki.
Il grido è un dipinto di Edvard Munch realizzato nel 1893 in olio, tempera e pastello su cartone con dimensioni 91 x 73,5 cm. Attualmente è conservato alla Nasjonalgalleriet di Oslo.
Di questo quadro, Edvard Munch, negli anni seguenti realizzò altre versioni e il suo simbolismo si fa sempre più maturo, il messaggio più angosciante. Il grido è certamente la più celebre delle opere di questo artista e una delle più sottilmente inquietanti di tutto il secolo scorso e quello che, più d'ogni altro, ha dato voce e colore al rantolo muto del Novecento. Nonostante sia stato dipinto più di cent'anni fa, Il grido e, con esso, l'opera tutta di Munch, appartiene alla contemporaneità. Non è un caso, infatti, che l'artista norvegese sia considerato uno dei maestri del Novecento, malgrado i suoi lavori più rilevanti e originali abbiano visto la luce alla fine del secolo precedente.
L’uomo in primo piano esprime, nella solitudine della sua individualità, il dramma collettivo dell’umanità intera. Il ponte, la cui prospettiva si perde all’orizzonte, richiama i mille ostacoli che ciascuno di noi deve superare nella propria esistenza, mentre i presunti amici continuano a camminare, poco attenti al nostro dolore, rappresentando con cruda disillusione la falsità dei rapporti umani.
Quando vede il rosso del tramonto, Munch in realtà vede lingue di fuoco e sangue, vede il male, capisce la paura che serpeggia nel mondo alle soglie della prima guerra mondiale, anticipando il disastro. Questo quadro potrebbe essere assimilato alle frasi di un angelo dell’apocalisse. L’uomo che, in primo piano, leva il suo urlo, è un essere serpentinato, gli occhi sbarrati sembrano aver visto un abominio che, in realtà, deve ancora arrivare.

