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Incunabolo
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Materia: Carta.
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Misure
fogli: mm 274 x 192
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Misure
specchio: mm 187 x 123
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Legatura: Coeva.
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Decorazione: Al recto della seconda guardia anteriore antica, a inchiostro: EPISTOLAE PII / SECUNDI PONTIFICIS / MAXIMI TEMPORE PONTIFICA(TU)S / AD DIVERSOS PRINCIPES SCRIPTAE, QUAE / SUM(M)AM SANE, TUM DOCTRINAM, TUM PIE-/TATEM, AC ECCLESIAE ZELUM DEMONSTRANT. / Mediolani per Antonium Zarottum anno Domini 1481. Iniziali di testo (capitolo, paragrafo) a inchiostro.
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Note di possesso - Ex libris: Al verso della prima guardia anteriore antica: E. 5. Al verso della terza guardia anteriore: Q 4.
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Condizioni: Incunabolo lacunoso: mancano le cc. s6-s8 (le carte mancavano già al tempo della numerazione progressiva in numeri romani nell'ang.sup.ds.: la c. s5 è numerata 142, la c. t1 è numerata 143). Stato di conservazione buono; molte tracce di umidità, specie nell'ang.inf.ds. delle carte; sporadici buchi di tarli.
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Postille (mano 1)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "bruno scuro".
Posizione: "interlinea": solo la sottolineatura a c. m8r. ; "carte aggiunte in fine": un bifoglio aggiunto alla guardia finale; "carte di guardia".
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Lingua: Postille in volgare.
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Datazione: Sec. XVII
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Quantità e distribuzione: Postille fitte nel bifoglio aggiunto alla guardia finale. Postille rare: sulla guardia ant., una sola nota. Postillato sulle guardie e sul bifoglio aggiunto alla guardia finale.
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Tipologia delle postille
Disegni o segni:
Qualche sporadica sottolineatura.
Altro:
Un lungo testo sul bifoglio incollato alla guardia finale; inc. come da trascrizione; expl. (f. 2r): [...] Che né l'oro né le gemme san dare la vita tranquilla e quieta / Che a' boni è dolce, a' cattivi è duro il morire / Che a giudicio di tutti i filosoffi si deve una generosa morte / ad una disonesta et laida vita antepore /
Questi sono li detti che proverbialmente usava Pio II, conf(orme) / riferisce il Platina nella sua vita al fine, a foglio 235.
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Testo
| Postilla
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[Bifoglio aggiunto alla guardia finale, f. 1r]
La nota è indipendente dal testo.
| Detti di Pio II / Che la natura divina meglio si intendeva credendo che disputando / Che ogni setta confermatta co(n) l'authorità no(n) ha bisogno di ragion humana / Che la fede christiana, ancorch(é) no(n) fusse comprobata coi miracoli, dovrebbe / e(sser)e p(ro)p(ter) la sua honestà accetata da tutte le genti / Che di una sola divinità sono tre persone, né si deve mirare con che / raggione si provi, ma da chi ciò sia stato insegnato / Che li homini che misurano il cielo et la terra si mostrano piú / audaci che veridici / Che l'andar investigando il corso de' cieli et delle stelle sia cosa piú / vaga et bella che utile / Che li amici di dio si godono questa presente vita et la futura / Che senza la virtú non è piacer intiero / Che né l'avaro dei danari né il dotto della cognitione delle cose / restan mai bastevolmente satii / Che chi piú sa in maggiori dubii involto si ritrova / Che le lettere debbono essere a' plebei in luogo d'argento, a' nobili in / luogo d'oro, a' prencipi in luogo di gemme / Che li buoni medici non procurano il danaro, ma la sanità del infermo / Che l'oratione artificiosa non piega li savii, ma solo li schiocchi / Che quelle leggi son sante che pongono a' licenciosi il freno / Che le leggi hanno con la plebe la forza, ma co(n) potenti sono deboli e mute / Che le cose gravi si deffiniscono con l'armi, non con le leggi / Che il buon cittadino sottopone la casa sua alla città, la città al regno, / il regno al mondo, il mondo a Dio / Che il primo luogo apresso il re è pericoloso / Che, come corrono tutti li fiumi al mare, cosí li vitii nelle corti gran/=di si addunano / Che li assentatori ne menano dove essi piú vogliono i re
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Osservazioni
Al recto della terza guardia ant.: Y(esu)s Maria / Questo libro si è le Epistole de Papa Pio secondo, cui la mano 1 aggiunge: della familia Picolomini, come egli asserisce a fol. 97 et fol. 120. A c. a1r: Balboru(m) soboles Romana venit ab urbe / Marcus enim Balbus ipse senator erat (della stessa mano che inserisce la prima parte della nota al recto della terza guardia ant.). Sotto, di mano diversa, la stessa nota ripetuta: Balboru(m) soboles Romana venit ab urbe / Marcus enim Balbus ipse senator erat. Numerazione araba delle carte nell'ang.sup.ds., da 1 a 156.
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