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Incunabolo
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Materia: Carta.
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Misure
fogli: mm 254 x 185 sia per 1 che per 2
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Misure
specchio: mm 1701 x 100 sia per 1 che per 2
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Legatura: Moderna.
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Decorazione: A c. 1. a1r, iniziale in oro con intreccio vegetale alta 6 righe, con decorazione che corre lungo il m.sup. e i.: sfondo blu; colori: rosso, verde, oro; nel m.inf., racchiuso in una corona d'alloro, uno stemma, in parte eraso. Grandi inziali su riquadro campito di vari colori alle cc. 1. a9v, c6v, d9r; 2. d3r (con decorazione nel m.i.). Un'altra iniziale in oro con intreccio vegetale alta 6 righe, con decorazione che corre lungo il m.sup. e i. (sfondo blu; colori: rosso, verde, oro) a c. 2. a1r. Iniziali di testo alte due righe alternamente rosse e blu per tutto il volume; iniziali di paragrafo alternamente rosse e blu in corrispondenza dei titoli. [Per la decorazione si veda C. SANTORO, Gli incunabuli miniati della Trivulziana, in Scritti di storia dell'arte in onore di Mario Salmi, II, Roma 1962, 462 (attribuisce la decorazione a Iacopo da Fabriano o a un suo collaboratore), 464 n°4.]
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Note di possesso - Ex libris: Allegato all'incunabolo, un bifoglio chiarisce come l'opera fosse stata lasciata ad Antonio Bartolini dal conte Antonio della Forza di Udine con testamento del 1796. Alla morte di Antonio Bartolini, il fratello Gregorio, suo erede, venne in possesso della biblioteca e nel 1825 cedette il pezzo a Gian Giacomo Trivulzio (al recto del primo foglio, estratti dal testamento di Antonio di Virginio della Forza, datato 15 giugno 1796; al verso, di mano di Gregorio Bartolini, una nota datata 10 gennaio 1825, con la quale il Bartolini dichiara la sua intenzione di donare l'opera a Gian Giacomo Trivulzio). [Sulla vicenda si vedano G. COMELLI, Antiquariato librario da un carteggio inedito (1795-1818), «Memorie Storiche Forogiuliesi», 60 (1980), 169-70; C. MORO, Gli incunaboli delle biblioteche ecclesiastiche di Udine, Udine 1998 (Libri e Biblioteche, 2), 68.] Al recto della seconda guardia in pergamena, forse una nota di possesso, erasa.
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Condizioni: Incunabolo integro. Stato di conservazione molto buono. Qualche buco di tarli lungo le carte e qualche macchia sui margini.
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Postille (mano 1)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "bruno scuro"; "nero".
Posizione: "interlinea"; "corpo del testo"; "margine esterno"; "margine superiore".
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Lingua: Postille in latino e greco.
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Datazione: Sec. XVI
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Quantità e distribuzione: Postille fitte. Postillato solo alle cc. 1. a1r-a10r.
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Tipologia delle postille
Disegni o segni:
Introduzione di segni di paragrafo nel testo. Sottolineature in verticale lungo il testo.
Altro:
Il postillatore appone titoli correnti nel m.sup. e numerazione araba da 1 a 10 al recto delle carte, nell'ang.sup. (la numerazione prosegue poi per l'intero incunabolo da 11 a 137, ma di mano diversa). Notabilia e note riassuntive del testo, che sono la tipologia di intervento piú diffusa. Schemi riassuntivi dell'opera (es. cc. 1. a1v-2r). Rara traslitterazione greca di parole greche scritte in latino nel testo (es. c. 1. a2v: proemium e epodos).
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Testo
| Postilla
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1. c. a6r [num. coeva del postillatore ang.sup.ds. 6r]
[Rhet. Her. I X 17 - XI 18]
Ea dividitur in duas partes: enumeratione(m) (et) expositione(m). Enumeratione utemur, cum dicemus numero, quot de rebus dicturi sumus. Ea(m) plus q(uam) trium partiu(m) numero contineri non oport(et): nam (et) periculosum est, ne qua(n)do plus minusve dicamus; (et) suspicio(n)em affert auditori meditatio(n)is (et) artificii: quae res fidem abrogat or(ati)oni. Expositio e(st), cu(m) res, q(ui)bus de rebus dicti sumus, breviter exponimus. Nunc ad co(n)firmat(i)o(n)em tra(n)seamus.
De confirmatio(n)e (et) co(n)futatione.
Nota spes vincendi ratioq(ue) persuadendi posita est in confirmatione (et) confutatione. Nam cu(m) adiumenta nostra exposuerimus co(n)trariaq(ue) disoluerimus, absolute numiru(m) munus oratoriu(m) co(n)feceri(m)us. Utrunq(ue) igit(ur) facere poterimus, si co(n)stitut(i)o(n)em causae cognoverimus.
De causar(um) constitutio(n)ibus.
Causaru(m) constitutiones alii quattuor fecerunt, noster doctor Hermestes tres putavit esse, non ut de illorum quicq(uam) detraher(et) inventione, sed ut ostender(et), id, quod oportuiss(et) simpliciter (et) singulari modo docere, illos distribuisse dupliciter (et) bip(ar)tito. | m.sup.: LIB. I; ang.sup.ds.: 6.
m.e.: Distributio dividit(ur) i(n) / enumeratione(m) et expositione(m). / Enumeratio plusq(uam) tres partes / continere non debet, / cum quia maximu(m) p(er)iculu(m) est ne / plus minusve dicamus, / tum quia suspicione(m) affert au/ditori meditationis et artificii. /
Confirmatio et confutatio / Adiumenta n(ost)ra exponer(e) / et contraria dissolvere.
Constitutiones causaru(m) tres / sunt secundum Hermestem
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IncTriv_B88^1_a6r
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Postille (mano 2)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "nero".
Posizione: "corpo del testo"; "margine esterno"; "margine interno".
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Datazione: Sec. XV
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Quantità e distribuzione: Postille rare. La mano si rinviene solo nel fascicolo 1. a. Dubbio se riconducibili a questa stessa mano alcuni interventi simili, con inserimento di virgolette di fianco alle citazioni, alle cc. 1. f1r, f7r, g4r; 2. a1r, d3v, d8r-e2v, f3r-f4r, f8r ecc., perché spesso in inchiostro diverso).
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Tipologia delle postille
Disegni o segni:
La mano interviene inserendo // in margine a passi del testo (es. c. 1. a2v), le " di fianco a righe di testo per segnalare le citazioni (es. c. 1. a3r), segni di paragrafo nel testo (es. cc. 1. a3r, a8v) e sottolineando in interl. qualche parola (es. c. 1. a3v).
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Postille (mano 3)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "bruno chiaro"; "bruno scuro".
Posizione: "interlinea"; "corpo del testo"; "margine esterno".
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Lingua: Postille in latino.
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Datazione: Sec. XV-XVI
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Quantità e distribuzione: Postille rare. La mano si rinviene solo sui fascicoli 1. f-g.
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Tipologia delle postille
Note filologiche:
Introduzione di segni di punteggiatura lungo il testo (es. c. 1. f1v). Correzione di alcune parole del testo, sottolineate e corrette in m. con un'altra parola: si tratta della tipologia di intervento piú diffusa (es. cc. 1. f1v, f4r, f4v, f5r, g2v).
Disegni o segni:
Sottolineatura in interl. di passi del testo, a volte affiancanta a sottolineatura verticale lungo il testo (es. c. 1. f1r).
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Testo
| Postilla
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c. 1. f4r [num. ms. antica 54r]
[Rhet. Her. IV XXVIII 39]
Ite(m): "poema loquens pictura est tacitu(m) poema debet esse". | Ite(m) ... esse: sottolineato in interl. m.e. (tutto sottolineato): si poema loquens pictura / est, pictura tacitum po/ema esse debet
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IncTriv_B88^1_f4r
Osservazioni
A c. 1. b5r, una manicula nel m.i. del testo, affiancata a una sottolineatura verticale lungo il testo nel m.e.; dopo la sottolineatura, una nota completamente erasa. Una manicula di mano diversa a c. 2. a10v. Di mano ancora diversa, un notabile a c. 1. f2r e la parola Finis sull'ultima carta di 2. Sporadici notabilia alle cc. 2. g6r-g7r, forse da attribuirsi alla mano 2.
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