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Incunabolo
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Materia: Carta.
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Misure
fogli: mm 405 x 280
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Misure
specchio: mm 290 x 175
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Legatura: Moderna.
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Condizioni: Incunabolo integro. Stato di conservazione buono. Qualche nota poco leggibile per la rifilatura.
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Postille (mano 1)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "ocra".
Posizione: "interlinea"; "corpo del testo"; "margine esterno"; "margine interno"; "margine superiore"; "margine inferiore".
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Lingua: Postille in latino.
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Datazione: Sec. XVI
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Quantità e distribuzione: Postille fitte - La mano è la piú diffusa nell'incunabolo e si rinviene nei tomi I e IV. Le postille si dividono in due tipologie molto diverse: in alcuni casi si rinvengono note con ductus estremamente librario, ridotte prevalentemente a lunghe serie di notabilia (es. T. I, cc. C6v, C7r-v; T. IV, cc. o8r-v, p4v, p5r), salvo il caso in cui il ductus diventa molto piú piccolo e si hanno note di piú ampie dimensioni (es. T. I, c. T6r; T. IV, cc. a3v, n5v, n6v, o2v); in altri casi le note hanno ductus molto piú corsivo (es. T. I, cc. H2r, H3r, H5v; T. IV, cc. a4v, n1v). La coincidenza della mano, difficile da rilevare nel T. I, emerge in modo piuttosto netto nella seconda parte del T. IV, specie nei fascicoli n-q, in cui passi con ductus librario si alternano a passi con ductus corsivo; chiarificatrice la postilla a c. n1v, trascritta di seguito, nella quale si riscontra all'inizio un richiamo tipico dei passi con ductus corsivo e che è seguita da una serie di interventi con ductus librario, alcuni riuniti in fitte serie di notabilia (es. cc. p4v, p5r) del tutto simili a quelle riscontrate nel T. I (es. cc. D1r-v, D2r). Le postille con ductus librario a volte sono disposte sulla pagina in modo fitto e coprono la maggior parte dell'estensione del m.e. (es. T. I, cc. D1r-v, D2r, D4v, X1v; T. IV, cc. p4v, p5r).
Postille limitate - Nella maggior parte dei casi le note con ductus librario lasciano ampi spazi bianchi nei margini; esse sono collocate in modo estremamente ordinato sulla carta, spesso in blocchetti di testo (es. T. I, c. T6r), a volte a formare figure geometriche (es. T. IV, c. n6v) o schemi uniti da ampie parentesi graffe (es. T. I, cc. T7v, V3r, V5r; T. IV, c. q3r). Postille rare - Le postille con ductus corsivo si dispongono in modo piuttosto raro sulle carte.
L'incunabolo è postillato limitatamente ad alcune sedi: - Postillati i tomi I e IV. Ductus librario: il primo tomo è postillato con maggior frequenza nella parte iniziale (Plutarco; Rhet. Her.; Inv. rhet.; Vittorino). Nel quarto tomo il ductus librario, dopo alcune carte iniziali, si rinviene soprattutto nella seconda parte, specie in corrispondenza del Nat. D. Ductus corsivo: pochissimi gli interventi nella parte iniziale del primo tomo: sicuramente di questa mano la manicula a c. 3r del fascicolo iniziale e l'annotazione corsiva, che copia un passo del testo, a c. B7v. Della stessa mano anche gli interventi di correzione a c. 7r del fascicolo iniziale e lo sporadico intervento di c. 8r dello stesso fascicolo. Le postille si fanno piú numerose nella seconda parte del tomo, specie in corrispondenza del De or. Parecchie postille nel quarto tomo, specie nella seconda parte.
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Tipologia delle postille
Note filologiche:
Ductus librario: qualche intervento di collazione, preceduto dall'indicazione vl. (es. T. I, c. A3r, in inchiostro grigio; T. I, c. B3v) e a volte affiancato a una sottolineatura nel testo, mentre anche la parola in m. è sottolineata (es. T. I, cc. B1r, B3v). In qualche caso, la collazione fa riferimento ad altre fonti (es. T. I, c. E6r). Nel T. IV, come chiarisce la nota a c. n1v, trascritta di seguito, le postille di collazione sono nella maggior parte dei casi introdotte dalla notazione l'. Ductus corsivo: in qualche caso, segnalazione di varianti, introdotta dalle sigle fo. /for. (es. T. I, cc. I6v, L1r) o da l. (es. T. I, cc. K3v, K7v). Un'interessante nota a T. IV, c. n1v, in apertura del Nat. D., chiarisce il motivo e le modalità della collazione in questa parte del testo (cfr. trascrizione). Segue, per entrambe le opere, una fitta serie di interventi che riportano in margine altre varianti, precedute da l' e con ductus librario; si rinvengono anche sottolineature di parole, poi corrette in m., correzioni in interl. e nel corpo del testo. Si segnala qui solo qualche commento particolarmente significativo: c. n3r: Vet(us) q(ui)de(m) lectio o(mn)i(n)o diversa; / caeterum, ut puto, haec p(ro)bior; c. n3v: No(n) legit(ur) in manuscriptis codi(cibus). Numerosi riferimenti a quella che viene definita "vetus lectio" (es. cc. n5v, n6v, o3v) o "antiqua lectio" (es. cc. p4r, p5r). A volte le correzioni riportano parole greche o fanno riferimento a parole greche per spiegare la forma di parole latine (es. c. o2v); in altri casi, invece, la lezione è affiancata dalla citazione di autori (es. c. o2v, Aulo Gellio).
Ductus corsivo: qualche caso di emendazione con intervento nel corpo del testo a cassare con una riga orizzontale parole, poi corrette in margine (es. T. I, c. 7r del primo fascicolo). Qualche intervento a cassare il titolo corrente delle varie opere con alcune linee oblique (es. T. I, cc. Q6v, Q7r).
Note esegetiche:
Ductus librario - Sporadici commenti di carattere generale (es. T. I, c. D5r, m.inf.; T. IV, c. a3v). Un interessante commento relativo ad autori moderni a T. IV, c. i5v; il passo latino legge: Quintu(m) genus adhibet vacans nomine (et) sic ipsum animum entelechia(m) appellat novo nomine quasi quanda(m) continuata(m) motione(m) (et) perenne(m). Nisi quae me forte fugiu(n)t, hae sunt fere de animo sententiae [CIC. Tusc. I X 22]; il postillatore annota: Hic locus Cicer(on)is calumnia(m) / conflavit in quo a / Franc(isco) Philelpho / Ioanne Argy- / ropylo da- / mna- / tur a Politiano defendit(ur). - Un'altra nota significativa a T. IV, c. k5v; il passo latino legge: O verboru(m) inops interdu(m), quibus abundare te semper putas, Graecia! Aliud, inqua(m), est dolere, aliud laborare. Cum varices secabantur C. Mario, dolebat; cum aestu magno agme(n) ducebat, laborabat [CIC. Tusc. II XV 35]; il postillatore annota: Haec e(st) illa Cicero(ni)s i(n) Graeca(m) copia(m) / exclama(tio) qua(m) Theodorus Gazes / i(m)portuna(m) iudicavit du(m) in tra(ns)la(tione) / libror(um) Aristo(teli)s d(e) animalibus praefat(ur). - Riferimento ad altri autori (es. T. IV, c. q3r: Plutarco; c. q3v: Apuleio; c. l4r: una nota su Omero, affiancata a un passo greco). - Indicazione critica dell'incompletezza di un volume (T. IV, c. a1r: F(r)agm(en)tu(m) p(ri)mi libri; c. a3v: finis p(ri)mi libri no(n) extat). Ductus corsivo: - alcune note di commento di piú ampie dimensioni, spesso affiancate a righe verticali lungo il m. del testo (es. T. I, cc. H2r, H3r; T. IV, cc. a4v, c5r). Riferimento ad altri autori (es. T. I, c. H6r: Macrobio; c. L1v: Plinio).
Note linguistiche:
Ductus librario: qualche sporadico commento linguistico (es. T. I, c. B1r: Glori̧e in pl(u)rali nu(mer)o ite(m) et paulo post).
Disegni o segni:
Ductus librario - Lunghe parentesi graffe e linee ad unire piú parole chiave riassuntive del testo o piú nomi propri in veri e propri schemi mnemonici (es. T. I, cc. T7v, V3r, V5r; T. IV, cc. o8r-v, p4v, p5r), anche all'interno del testo, dove le linee legano diverse parole (es. T. I, c. V4v). In un caso, uno schema del testo viene cassato e riprodotto in modo diverso dal postillatore, che annota, T. I, c. V5r: Restitui op(eru)m schema hoc / quo(modo) infra figuratum est. - Qualche segno di paragrafo in margine a righe di testo. Ductus corsivo - Svolazzi di penna con gli estremi molto arrotondati (es. T. I, c. H1r; T. IV, c. e8r-v; svolazzi minori, es. T. I, c. K2v). - Maniculae piuttosto caratteristiche nello svolazzo del dito superiore che indica il testo (es. T. I, c. G8r; T. IV, cc. d6v, l4r); altre maniculae di minori dimensioni (es. T. I, cc. K5r, K6r). - Alcuni importanti segnali di lettura: il segno greco per "Pulchrum" (es. T. I, cc. H2v, H4r, H8r, I3r; T. IV, cc. c7r, d5v); un altro richiamo (es. T. I, cc. B7v, H5v; T. IV, cc. a4v, n1v). Piccole croci in margine al testo (es. T. I, c. K8r). - Sottolineatura sporadica di alcuni passi del testo (es. T. IV, c. l4r).
Altro:
Ductus librario - Traslitterazione di parole latine in greco, a volte in inchiostro grigio. Qualche parola greca a T. I, c. T2v. - Numeri romani progressivi introdotti in m. al testo per scandirne il contenuto (es. T. I, c. C8r-v). Ductus corsivo - Ad alcune parole sono sovrapposte in interl. lettere dell'alfabeto (es. T. I, c. 7r del primo fascicolo). - Indicazione del contenuto di alcuni passi, a volte in forma di domanda (es. T. I, cc. G8v, H4r). - Riassunto dei contenuti di passi del testo (es. T. I, c. K3v) o copiatura di brevi passi del testo (es. T. I, c. L1v). - Rari notabilia legati fra loro da parentesi graffe (es. T. IV, c. l6r). - Sporadica citazione di termini greci (es. T. I, cc. H4r, K4v); citazioni piú lunghe di passi greci, ad es., in T. IV, cc. e8r, h6r, p6v, p7v, q2v. - Forse della stessa mano anche due interventi in inchiostro rosso, sebbene con ductus molto piú corsivo e in parte diverso, il primo a riportare un passo greco (T. IV, c. a4r), il secondo a correggere e commentare una lezione a testo (T. IV, c. b8v).
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Testo
| Postilla
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Ductus librario di modulo grande T. I, c. C8r [36r]
[CIC. Inv. rhet. I XX 28]
Oportet igitur eam tres habere partes: ut brevis, ut aperta, ut probabilis sit. Brevis erit, si, unde necesse est, inde sumatur initium (et) non ab ultimo repetatur, (et) si, cuius rei satis erit summam dixisse, eius partes non dicentur. Ductus librario di modulo piccolo T. IV, c. a3v [3v]
[CIC. Acad. Pr. 1]
M. Tullii Ciceronis Academicarum quaestionum liber Secundus. Qui prius falso inscribebatur Ad Hortensium.Magnum ingenium Lucii Luculli magnu(m)q(ue) optimaru(m) artium studiu(m), tum omnis liberalis (et) digna homine nobili ab eo percepta doctrina, quibus temporibus florere in foro maxime potuit, caruit omnino rebus humanis. Ductus corsivo T. IV, c. n1v [121v] [CIC. Nat. D.] M.T.C. DE NATURA DEORUM AD M. BRUTUM LIBER PRIMUS | m.e.: Narrationis virtutes / 1 / Brevitas / Perspicuitas / Verisimilitudo
m.e.: Nicolaus Nicolus, q(ui) olim totius Ger/manie bibliothecas, Daciae q(uoque), ac Pa(n)/noniar(um) p(er)scrutat(us) est, cuius pluri-/mi summa dilige(n)tia descripti manu / codices legu(n)t(ur), tertium hunc Academi(carum) / q(ue)stionu(m) librum inscribit, no(n) secu(n)du(m)
m.e. e corpo della pagina: Quae in his D(e) na(tura) d(e)or(um) et D(e) divina(tio)ne libris eme(n)data s(un)t sub hoc charactere l', ea signi(fi)co me ex veteru(m) codicu(m), quos opt(im)os et / preciosissimos legi, fide castigasse, q(uam)vis p(re)dicta nota consueverit no(n) p(ro) "legit(ur)", ut ego feci, sed p(ro) "vel intelligi"; iccirco ad/monendos putavi eos / quor(um) ad ma/nus hic / co-/dex p(er)veniet
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IncTriv_A2_a3v
IncTriv_A2_n1v
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Postille (mano 2)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "bruno chiaro"; "bruno scuro".
Posizione: "corpo del testo"; "margine esterno".
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Lingua: Postille in latino.
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Datazione: Sec. XVI
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Quantità e distribuzione: Postille limitate: le postille raramente coprono l'intera estensione della carta (es. T. I, cc. A1r-v) e, nella maggior parte dei casi, sono limitate a serie di notabilia disposte in verticale e spesso riconoscibili per la presenza di un punto fermo dopo ogni elemento della lista. La mano compare lungo tutto il primo tomo, anche se con molta minor frequenza rispetto alla 1. Essa si rinviene anche nel quarto tomo, specie nella parte iniziale.
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Tipologia delle postille
Note filologiche:
Qualche intervento di collazione, preceduto da l'. (es. T. I, cc. A3v, A4r) e a volte affiancato a sottolineature nel testo (es. T. I, c. A4v).
Il dittongo ae viene corretto cassando la a ( T. I, c. A1r).
Note esegetiche:
Qualche sporadico commento (es. T. I, c. A1v).
Altro:
Notabilia riassuntivi del testo costituiti da lunghe serie di parole o nomi propri disposte in verticale; spesso i notabilia terminano con un punto fermo (es. T. I, cc. A2r, A3v): si tratta del tipo di intervento piú diffuso.
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Testo
| Postilla
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T. I, c. A1r [13r]
[Rhet. Her. I II 3]
Inventio est rer(um) verar(um) aut verisimilium excogitatio, quae causam probabilem redda(n)t. Dispositio est ordo (et) distributio rer(um), quae demo(n)stret, quid quibusq(ue) locis sit colloca(n)du(m). Elocutio est idoneor(um) verbor(um) (et) sententiarum ad inventio(n)em acco(m)modatio. Memoria est firma animi rer(um) (et) verborum dispositionis perceptio. Pronu(n)ciatio est vocis, vultus, (et) gestus moderatio cum venustate. Haec omnia tribus rebus assequi poterimus: arte, imitatione, (et) exercitatione. Ars e(st) praeceptio, quae dat certa(m) via(m) ratione(m)quae dicendi. Imitatio est, qua impellimur dilige(n)ti ratione, ut aliquorum similes in dice(n)do esse valeamus. Exercitatio est assiduus usus consuetudoquae dicendi. |
m.e.: Inve(n)tio. / Dispositio. / Elocutio. / Memoria. / Pronu(n)ciatio. / Ars. / Imitatio. / Exercitatio.
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IncTriv_A2_A1r
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Postille (mano 3)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "ocra chiaro".
Posizione: "margine esterno".
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Lingua: Postille in latino.
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Datazione: Sec. XVI. La mano sembra essere anteriore alla 1, che interviene cassandone parte di una nota a T. I, c. A3r.
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Quantità e distribuzione: Postille rare. Poche le postille nel T. I (es. cc. A2v, A3r); la mano si rinviene anche nel T. IV, specie nella prima parte, dove appone sporadiche annotazioni (es. cc. b7v, b8r, c1r, c2r). T. IV, c. b8r [16r]
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Tipologia delle postille
Note linguistiche:
Qualche sporadica parola in greco seguita da .i. e dal corrispondente latino (es. T. I, c. A3r); note di questo genere si fanno piú numerose nel quarto tomo (es. T. IV, cc. b2r-v).
Altro:
Notabilia di studio riassuntivi del testo (es. T. I, c. A2v) e copiatura di alcuni passi del testo (es. T. IV, c. c1r). Riferimento ad altre opere di Cicerone (es. T. IV, c. b7v) o citazione di passi di altri autori (es. T. IV, c. b8r: Ovidio).
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Testo
| Postilla
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T. IV, c. b8r [16r]
[CIC. Leg. I 26]
Nam cu(m) caeteras animantes abiecisset ad pastu(m), solu(m) homine(m) erexit (et) ad celi quasi cognationis domiciliiq(ue) pristini co(n)spectu(m) excitavit, tu(m) specie(m) ita formavit oris, ut in ea penitus reco(n)ditos mores effingeret. | m.e.: Ovi(dius) in Met., i(dest): / «pronaq(ue) cum specte(n)t a(n)i(m)alia caetera te(r)ram, / os ho(min)i sublime ded(it) caelumq(ue) videre / iussit (et) erectos ad sydera tollere vultus» [OV. Met. I 76-78]
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IncTriv_A2_b8r
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Postille (mano 4)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "ocra".
Posizione: "interlinea"; "margine esterno"; "margine interno".
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Lingua: Postille in latino.
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Datazione: Sec. XVI
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Quantità e distribuzione: Postille rare. Le postille sono limitate al primo tomo, Inv. rhet.
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Tipologia delle postille
Note filologiche:
In alcuni casi, indicazione di una possibile variante introdotta da for. (es. T. I, cc. C5r, C5v, C6r), da al' (es. T. I, c. C8v), da l' (es. T. I, c. D1r).
Interventi di emendazione in interl. e nel m.e. (es. T. I, c. C5r).
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Testo
| Postilla
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T. I, c. C6r [34r]
[CIC. Inv. rhet. I VII 9]
Memoria e(st) firma animi rer(um) ac verbor(um) ad inventione(m) perceptio. | verbor(um)] due barrette oblique di richiamo, affiancate da due punti e riprese nel m.e., dove sono seguite dall'indicazione: for. adinventarum
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Postille (mano 5)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "bruno chiaro".
Posizione: "margine esterno".
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Lingua: Postille in latino.
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Datazione: Sec. XVI
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Quantità e distribuzione: Postille rare e costituite da sporadici notabilia di una sola parola. Le postille si rinvengno solo in poche carte del T. IV (fascicoli a-b).
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Tipologia delle postille
Altro:
Notabilia costituiti da una sola parola (es. T. IV, cc. b1r, b1v). Una parola in greco (T. IV, c. b2v).
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Testo
| Postilla
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T. IV, c. b1r [9r]
[CIC. Acad. Pr.73]
Quis hunc philosophum non a(n)teponit Cleanti Chrysippo reliquisq(ue) i(n)ferioris aetatis, qui mihi cu(m) illo collati quinte classis videntur. | m.e.: Quintae classis phi(losophi)
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Postille (mano 6)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "ocra".
Posizione: "margine esterno".
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Lingua: Postille in latino.
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Datazione: Sec. XVI
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Quantità e distribuzione: Postille piuttosto rare sulla pagina, per la grafia estremamente piccola e il fatto che si tratta solo di brevi notabilia o commenti. La mano si rinviene solo nel T. IV, ma la maggior parte dei notabilia è scarsamente leggibile a causa della rifilatura. I fascicoli interessati sono i-l. Non è tuttavia da escludere che, vista la somiglianza nel colore dell'inchiostro fra il riferimento della mano 1 e le note di questa mano a T. IV, c. l3r, anche queste note debbano essere ascritte a quella mano, pur con un ductus notevolmente diverso.
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Tipologia delle postille
Altro:
Notabilia: è il tipo di intervento piú diffuso.
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Testo
| Postilla
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T. IV, c. k1r [97r]
[CIC. Tusc. I XXXIV 83]
Hoc quidem a Cyrenaico Egesia sic copiose disputatur, ut is a rege Ptolemaeo prohibitus esse dicatur illa in scholis dicere, quod multi his auditis morte(m) sibi co(n)sciscerent. | m.e.: Egesias Cyrenaicus
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Postille (mano 7)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "ocra scuro tendente al rosso".
Posizione: "margine esterno".
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Lingua: Postille in latino.
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Datazione: Sec. XVI. La mano è
anteriore alla 6, che ne cassa una nota con righe orizzontali in T. IV, c. k5r.
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Quantità e distribuzione: Postille rare. Solo qualche notabile nel T. IV (fascicolo k).
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Tipologia delle postille
Altro:
Solo qualche notabile nel T. IV (es. fascicolo k, cc. 3r, 5v).
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Testo
| Postilla
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T. IV, c. k5v [101v]
[CIC. Tusc. II XV 35]
Labor est functio quaedam vel animi vel corporis gravioris operis (et) muneris, dolor aute(m) motus asper in corpore a sensibus alienus. | m.e.: Laboris et / doloris definitio
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Osservazioni
Fittamente postillato il T. I; il T. II presenta solo una nota di argomento giuridico a c. a6v, di mano del sec. XVIII; il T. III ha qualche sporadico segno in inchiostro rosso nel m.e. di c. OO4v. Fittamente postillato il T. IV.
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