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Incunabolo
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Materia:
Carta.
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Misure
fogli: mm 420 x 286
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Misure
specchio: mm 287 x 160
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Legatura: Moderna.
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Decorazione: Segni di paragrafo in inchiostro rosso; iniziali di testo alte 2-3 righe in inchiostro rosso lungo tutto il volume.
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Note di possesso - Ex libris:
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Risg.ant.: ex libris diCarlo Archinto. [E. Bragaglia, Gli ex libris italiani dalle origini alla fine dell'Ottocento, ii, Milano 1993, n° 464; su di lui, Dizionario biografico degli italiani, iii, Roma 1961, 759-761]. Sotto: ex libris Cazzamini-Mussi.
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Condizioni: Incunabolo integro. Qualche buco di insetti infestanti, specie nelle carte iniziali. Grandi macchie di umidità nei margini delle carte iniziali, di alcune carte centrali e di molte delle finali; altre macchie nel m.e. di cc. s6-s7; una macchia d'inchiostro nel m.inf. di c. a5r. La c. a6 è strappata nel m.inf. e restaurata; la c. o2 è strappata e restaurata al verso ; la c. A2 strappata e restaurata al recto. Strappate nel m.inf. le cc. N3-N4. Alcune carte rinforzate con listelle di carta nel m.i. e, piú raramente, nel m.inf.
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Postille (mano 1)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "bruno scuro"; "rosso".
Posizione: "interlinea"; "corpo del testo"; "margine esterno"; "margine interno"; "margine superiore".
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Lingua: Postille in latino, greco, volgare.
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Datazione: Sec. XV-XVII.
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Quantità e distribuzione: Postille fitte. Nonostante la maggior parte delle postille sia costituita da brevi notabilia di poche parole, la disposizione risulta piuttosto fitta su molte carte. Alle postille rosse, che sono le piú numerose, si affiancano meno numerose postille in inchiostro bruno scuro. L'incunabolo è integralmente postillato e la mano modifica il modulo con l'andare delle carte, mentre cambia, anche se lievemente, il colore rosso dell'inchiostro: le note devono essere state apposte in tempi successivi. Le postille in inchiostro bruno scuro sono decisamente meno numerose, ma anch'esse estese all'intero volume.
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Tipologia delle postille
Note filologiche:
Inchiostro rosso: emendazioni nel corpo del testo (es. cc. f2v, f5v).
Note esegetiche:
Inchiostro bruno: piuttosto rare le postille di commento; si segnala il lungo commento dopo un notabile a c. h5r (cfr. trascrizione).
Note linguistiche:
Inchiostro rosso: segnalazione del corrispondente volgare di un termine (c. o6v: Nu(n)c vulgari no(m)i(n)e d(icitu)r / La bazana ultramare). Inchiostro bruno: traslitterazione in greco di parole greche scritte in latino nel testo, con l'indicazione .i. e il corrispondente latino (es. c. a4v).
Disegni o segni:
Inchiostro rosso Sottolineature in interl. (es. cc. c4r, d7v) o in verticale lungo le righe del testo (es. cc. c4v, c7v, c8v). Qualche greca o piccolo disegno geometrico in m. al testo (es. cc. c5r, d2v, f3r, f4r, f8r, g7r, g8r, l3r, l6r, m2v, m3r, p3r, q2r, q6v, t1v). Alcune note sono circondate da un disegno geometrico (es. cc. m3r, q5r, u2v, u3r). Manicula affiancata alla sottolineatura verticale di un passo a c. r7v. Segno di paragrafo all'inizio di numerose frasi, spesso accompagnato da due barrette oblique sulla lettera iniziale della frase, alla maniera dei manoscritti. Un segno di paragrafo di dimensioni maggiori, a riempire uno spazio bianco nel corpo del testo, a c. m8v. Inchiostro bruno: un piccolo disegno nel m.e. di c. s6v.
Altro:
Inchiostro rosso La mano appone lungo tutta l'estensione del volume questi elementi: - notabilia , anche in lunghe colonne, nel m.e. delle carte (es. cc. d5v, d7v, h2v, h5v, n3v, p1r, p1v, p2v, H5r): si tratta del tipo di intervento piú diffuso. In alcuni casi, in presenza di lettere tonde o grandi, una lettera piú piccola è inserita all'interno della lettera tonda o di maggiori dimensioni (es. cc. c6r: Q(ui)d; d5v: Hispania; d7r: De; f5r: Divisio; h3r: De; i1v: Domitius); - numerazione progressiva, in parte romana e in parte araba, nel m.sup. Si segnalano inoltre: - indicazione in interl. di altri passi del testo (es. c. m3v) o rimando ad altri passi del testo (es. c. i7r); - richiamo ad altri autori (es. c. p8r:Varrone,De re rustica); - riassunto di passi del testo impostato in modo che le idee chiave piú importanti siano precedute schematicamente da un numero (es. c. l4r); - indicazione nota con lettere capitali sovrapposte (es. c. q5r). Inchiostro bruno Da segnalare questi elementi: - notabilia, anche se piú sporadici (es. c. c4r); - rimando ad altri passi del testo, spesso affiancato a notabilia in inchiostro rosso (es. c. c6r); - rimando ad altri autori o copiatura di brevi passi di altri autori (es. c. i2r: Virgilio; c. i3r: Svetonio; cc. k1v-k2r: Marziale; c. k2v: Columella, Marziale; c. l7r: Varrone; c. L2v: Catullo).
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Testo
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Postilla
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c. h5r [60r num.mod.]
[Plin. VII 83-84]
Nos quoq(ue) vidimus Athanatum no(m)i(n)e p(ro)digiosae ostentationis q(ui)nquagenario thorace plu(m)beo indutum coturnisq(ue) q(ui)nge(n)tor(um) po(n)do calciatum p(er) scenam ingredi. C. Milone(m) athletam, cum co(n)stitiss(et), nemo vestigio educebat, malum tene(n)ti nemo digytum corrigebat. Cocurrisse mille ce(n)tum lx stadia ab Athenis Lacedemone(m) biduo Philippide(m) magnum erat, donec Canistius cursor Lacedemonius (et) Philonides Alexa(n)dri Magni a sytione Helyn uno die mcccii stadia cucurrerunt. | m.e., inch. rosso: C. Milo inch. bruno:Strabo L(ibro) vi° de eodem hec loq(ui)t(ur): «Fama est / colu(m)na quandoq(ue) in philosophor(um) contubernio labora(n)te / Milone(m) subeunte(m) salvos reddidisse universos deindeq(ue) / se ipsu(m) extraxisse". Solinus de homine: / "Milone(m) q(uo)q(ue) Crotoniensem feru(n)t egisse o(mn)ia supra q(uam) / homo valet, de quo (et) hoc prodit(ur) q(uod) ictu nudae / manus taur(um) fecit victima(m), eum solidu(m) qua / mactaverat die absumpsit». [Solin. 1, 76]
[La citazione da Strabone è tratta dal volgarizzamento di Guarino Veronese, esaminato nell'edizione Venezia, Giovanni Rosso, 28 i 1494, c. i4r (lii num. a stampa).]
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IncTriv_A119_h5r
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Postille (mano 2)
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Strumento: penna.
Inchiostro: "bruno chiaro tendente all'ocra"; "rosso".
Posizione: "corpo del testo"; "margine esterno"; "margine interno".
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Lingua: Postille in latino e greco.
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Datazione: Sec. XV-XVI. La mano è posteriore alla 1, come emerge dalla nota a c. c2r, in cui la mano 2, nella riga sottostante a un notabile della mano 1 su Pitagora Samio, indica il tempo in cui visse seguito da un rimando a Eusebio. Si veda anche l'intervento a c. e6r: la mano 1 segnala il notabile Bizantiu(m) e la mano 2 aggiunge di seguito: que nu(n)c Constantinopolis; si veda inoltre l'intervento a c. e7r: la mano 1 inserisce il notabile Pypile, che la mano 2 corregge in Pyrpile, aggiungendo di seguito: ubi ignis p(ri)mu(m) rep(er)tus. Interessante la disposizione sul foglio della nota a c. f4v: la mano 1 appone il notabile Dinocrathes archict(ectus) e la mano 2 pone, a destra del notabile, la parola Quomodo e alla sua sinistra la parola id, proseguendo, alla riga sottostante, con: fecerit declarat Vitruvius in / Proemio 2 libri de Architect(ura).
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Quantità e distribuzione: Postille limitate. Incunabolo integralmente postillato.
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Tipologia delle postille
Note filologiche:
Segnalazione di altre lezioni in m., preceduta dalla sigla al (es. c. a4v: al Flexibula); in alcuni casi la segnalazione è legata al rimando a un altro autore (es. c. h4r: Valerio Massimo).
Emendazione di alcune parole errate nel corpo del testo (es. cc. a3r, d4r) o di alcune lezioni errate nel m. (es. c. a4r). In alcuni casi l'emendazione viene spiegata (es. c. a9r: in m. alla parola Sarsenis la mano scrive: Sasernis: duo (enim) fuerunt, pater et / filius). Forse di questa mano anche l'inserzione di una parola greca in uno spazio bianco di una riga del testo a c. i5r.
Note esegetiche:
Uno sporadico commento critico in margine al testo di Tertulliano (c. a3r: Haec non sunt dicta de hoc Plinio, sed / de eius nepote, qui epistolas scripsit; / hic autem obiit temporibus Titi Vespas(ia)ni). Commento al testo con richiamo ad altri autori (es. c. a3r: Hic aut(em) mons conflagravit tempori[bus] / Titi Vesp(asia)ni, ut auctor e(st) Sveton(ius); c. L3v: Licet suspicari in loco deceptu(m) / esse Pliniu(m) ex verbis Luciani Greci / auctoris in fine operis q(uo)d inscribit(ur) / quomodo oporteat scribere historia(m). Il richiamo ad altri autori è piuttosto frequente (es. c. c4v: Seneca; c. e8r: Pomponio Mela; c. f1r: Girolamo; c. f4v: Vitruvio; c. f5r: Girolamo; c. h7r: Vitruvio, Gellio; c. h8r: Plutarco, Cicerone; c. n7r: Eusebio; c. o6v: Silio Italico; c. &4r: Omero).
Note linguistiche:
Qualche sporadica nota linguistica (es. c. d8v: cfr. trascrizione; c. f4r: "Dispescens", i(dest) "dividens", a v(er)bo "dispesco -scis", / q(uo)d "dividere" et "disterminare" sig(nifica)t, / quo et(iam) utit(ur) Apuleius). Qualche rara nota etimologica (es. c. u4r: "Pneuma" d(icitu)r "spiritus", inde pneumatica / organa fistule que vi spiritus aquam / trahunt).
Altro:
Notabilia piuttosto numerosi (es. cc. a6r, e2r, e3r, e4r). Rimando ad altri passi del testo (es. c. e7v). Un notabile è scritto su una striscia di carta incollata sul foglio (c. s7v). Tutti gli interventi segnalati sono in inchiostro bruno; in inchiostro rosso si ha solo l'inserzione di qualche sporadico notabile oltre a quelli inseriti dalla mano 1 (es. cc. d7r, d7v, e2v).
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Testo
| Postilla
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c. d8v [31v num.mod.]
[Plin. III 79]
[...] Galliae autem hi(n)c ora i(n) Rhodani hostio Metina, mox quae Blasconus vocatur, (et) Stechades a vicinis Massilie(n)sibus dictae p(ro)pter ordinem quo sitae su(n)t. Eru(n)t no(m)i(n)a singulis Prote, Mese, quae (et) Po(m)poniana vocatur, tertia Hype [...] | Stechades] ^ segno di richiamo ^ m.e.: Segno di richiamo seguito da: Alii ab "stoichi", q(ui) est elementu(m), dici volunt, / q(ui)a p(er) diphthongon p(ri)ma semp(er) scribit(ur). Nam, / si ab ordine erit sine diphthongo, ab "stichi", / q(uo)d "ordine(m)" sig(nificat)
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IncTriv_A119_d8v
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