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Milano, Biblioteca Trivulziana, Triv. Inc. A10
Descritto da Simona Brambilla
Codifica elettronica a cura di Chiara Colombo
Elaborazione XML/XSLT: Alberto Cordone
Scheda IGI rivista su ISTC
AUGUSTINUS (S.), AURELIUS. De civitate Dei. comm. Thomas Valois e Nicolaus Triveth, Johann Mentelin, Strasburgo, non dopo il 1468 .
2°, got.
Bibliografia
H-C-R: H *2056 GW: 2883 Goff: A1239 BMC: I,52 IGI: 975
Incunabolo

Materia: Carta.

Misure fogli: mm 395 x 290

Misure specchio: mm 263 x 185

Legatura: Moderna.

Decorazione: A c. a1r, miniatura a foglie e racemi con pallini d'oro, recante nel m.sup. le lettere IHS in oro; nel m.e. e i. foglie blu, verdi e rosse; nel m.inf., foglie in racemi e pallini d'oro a racchiudere uno stemma. Grande iniziale iconica ripiena in rosso su riquadro campito d'oro all'inizio del testo, con l'immagine di s. Agostino. Altre grandi iniziali aniconiche a cc. a10v, b10r, c10v, d10v, f2v, g1r, h1r, i1r, i8r, l1r, m1r, n1r, n9v, p1r, q2r, r6v, t1r, x1r, y2r, y2v, z7v, z8r, A10v, B1r, D1r (sul m.e. della carta, a metà altezza, è incollato un piccolo lembo rettangolare di pergamena, come segnalibro; nel m.i. una manicula segnala il commento di Thomas Waleys), D1v, G4r, H1r, H7r, I1r, I6r, K1r, K3r, K7r (sul m.e. della carta, a metà altezza, è incollato un piccolo lembo rettangolare di pergamena, come segnalibro; nel m.i. una manicula segnala la fine del commento del Waleys), K7v, K8r, L2r, L3r, L3v, L4r. Per tutto il testo, iniziali di paragrafo alternamente rosse e blu (nei fascicoli D-L, anche segni di paragrafo rossi e blu). A c. a1r, rubrica rossa inserita probabilmente dal miniatore.
[Per la decorazione si veda C. SANTORO, Gli incunabuli miniati della Trivulziana, in: Scritti di storia dell'arte in onore di Mario Salmi, II, Roma 1962463 n° 2 ].

Note di possesso - Ex libris: A c. a1r, stemma "partito, al 1° d'oro a tre bande di nero, al 2° fasciato d'oro e di verde" (SANTORO, Gli incunabuli miniati, 463): Trivulzio-D'Avalos, appartenente a Gian Giacomo il Magno Trivulzio (V. SPRETI, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, VI, Milano 1936 (= Sala Bolognese 1981), 720.

Condizioni: Incunabolo integro. Macchie d'acqua lungo il m.sup. delle carte; una grande macchia nel m.inf. di c. G1, che lascia tracce anche sulla precedente e sulle successive. Qualche buco di insetti infestanti nel m.e. dei fascicoli a-k, che va progressivamente affievolendosi con il procedere dei fascicoli. La c. a1r ha subito tagli, probabilmente per asportare miniature, nella parte inferiore dei m.i., e. e nel m.inf., che sono stati in seguito restaurati; il m.i. è rinforzato con l'applicazione di una listella di carta sul verso.

Postille (mano 1)

Strumento: penna.

Inchiostro: "bruno chiaro"; "bruno scuro": La mano scrive con penne dalla punta diversa, cosí che la scrittura è ora piú larga ora piú sottile: il ductus è comunque lo stesso, come dimostra il confronto di alcune lettere: - il nesso titulus + t: c. p4r exiveru(n)t (punta spessa); c. p6r qua(n)tus (punta sottile). - il nesso Ca a inizio di parola: c. p6v Cain (punta spessa); c. p6r Cain (punta sottile) - il ductus di B maiuscola: c. q3r Babilon (punta spessa); c. q4r Babilonis (punta sottile).

Posizione: "interlinea"; "margine esterno"; "margine interno"; "margine inferiore".

Lingua: Postille in latino.

Datazione: Sec. XV-XVI

Quantità e distribuzione: La disposizione delle postille sulla pagina si infittisce nei fascicoli contenenti i due commenti ad Agostino (D-L). Le postille all'opera di Agostino sono piuttosto rare. La mano appone scarsissimi notabilia nelle carte iniziali del fascicolo a; l'intero testo di Agostino continua quindi senza note fino al fascicolo p; scarsamente postillati i fascicoli p-q, t, x-z, A-C. Le postille si infittiscono sulla pagina nei fascicoli D-L, corrispondenti ai commenti di Waleys e Trevet; esse si rinvengono fino a c. L3v, mentre mancano nella successiva tavola dell'opera.


Tipologia delle postille

Note filologiche:
Anche se rare (es. c. I4r).

Note linguistiche:
Qualche notabile sull'origine delle parole (es. c. A2r) o sulla differenza fra una parola e l'altra (es. c. D3v).

Disegni o segni:
Sottolineatura di alcune parole, affiancata nel m.e. da notabilia (es. c. a5r).
Una sottolineatura piú lunga (9 righe di testo) a c. a8v.
Manicula nello spazio bianco fra una colonna di testo e l'altra a c. t3r; un'altra manicula con ductus in parte diverso nel m.e. di c. C2v.
Barrette oblique nel m.e. del testo (es. c. y3r).
Linee verticali nel m.i. del testo (es. c. A4v).

Altro:
Le postille piú diffuse sono notabilia che richiamano in margine il contenuto del testo o, spesso, ne copiano fedelmente alcune parole; in alcuni casi essi sono introdotti da de e la d ha un ductus piuttosto singolare, simile a quello di una b in cui, dopo aver tracciato dall'alto in basso l'asta verticale, la mano risalga a formare la parte tonda della lettera oltrepassando l'asta verso sinistra (es. c. E6r). Tale tipologia di postilla denota uno studio analitico (ma anche piuttosto meccanico e passivo) di entrambi i commenti al testo di Agostino.

Testo
Postilla
c. E6r [268r]

[T. WALEYS, Comm.]

Un(de) dicunt(ur) aruspices "are inspectores"; vocabant aute(m) illa extaleta in quib(us) apparebant signa leticie. Istud vero quod hic recitat Aug(ustinus) dicit Liviu(m) scripsisse et ita veris(im)ile est q(uod) alia q(ua)tuor signa, que i(n) hoc ca(pitulo) sequunt(ur), scripserit ille ide(m). Fuit aute(m) iste Livius de quo dicit Ieronimus i(n) p(ro)logo Biblie sic: "Ad Titum Liviu(m) lacteo eloq(ue)ncie fonte manente(m) (et) c(etera)"; fuit ecia(m) maxim(us) hystoriog(ra)phus; fert(ur) eni(m) q(uod) XXX scripsit decades, idest volumina, de hystoriis romanor(um), quor(um) q(uo)lib(et) dece(m) libros (con)tinebat, ex quib(us) tres vidi.
[Manca un'edizione moderna del testo; per un censimento di edizioni e manoscritti si veda T. KAEPPELI - E. PANELLA, Scriptores Ordinis Praedicatorum Medii Aevi, IV, Roma1993, 404-405 n° 3891]
Un(de) dicunt(ur) aruspices] sottolineato
m.i.: Aruspices unde / dicti

Fuit aute(m) iste Livius] sottolineato
m.i.: De Tito Livio / historiographo

decades] sottolineato
m.i.: Decades quid
IncTriv_A10_E6r

Osservazioni
Forse il postillatore ha qualche interesse per l'area milanese: c. B3v: De miraculo facto / Mediolani in inve(n)tione / corporu(m) s(anc)tor(um) Protasii / et Gervasii.
La stessa mano che inserisce nel m.sup. la numerazione romana dei fascicoli in inchiostro bruno chiaro verga anche le iniziali per guidare il miniatore e una numerazione progressiva dei fascicoli (lettere e numeri delle carte) nell'ang. inf. ds., non sempre visibile. Una seconda mano, con inchiostro piú scuro, inserisce una seconda numerazione di fascicolo, non sempre visibile.
Fra il primo e il secondo foglio di guardia anteriori, rilegato con il volume, è inserito un bifoglio di carta a righe, che contiene, a mo' di cartelletta, alcuni fogli annotati (numerati di seguito secondo il loro ordine attuale):
- f. 1: una mano non identificata rimanda, per uno stemma identico, a PLUTARCO, Vitae, Venetiis, Jenson 1478 (scaffale Trivulzio, 4).
- f. 2: note autografe di Carlo Trivulzio. Disegno dello stemma a c. a1r e annotazioni sul casato di appartenenza.
- f. 3: poche note di mano diversa.
- f. 4: fitte note erudite di mano settecentesca non identificata, con indicazioni su T. Waleys e N. Trevet e osservazioni sui caratteri di stampa dell'incunabolo.